Il diritto alla salute non può dipendere dalle possibilità economiche dei cittadini. È questo il principio al centro dell’iniziativa del Codacons, che richiama l’attenzione del Ministero della Salute e delle Regioni sulle difficoltà di accesso a visite specialistiche ed esami diagnostici, chiedendo verifiche sull’effettivo rispetto dei tempi previsti e sull’applicazione delle tutele riconosciute ai pazienti.
Secondo il monitoraggio nazionale AGENAS, nel primo semestre del 2026 è stato registrato un miglioramento degli indicatori relativi ai tempi di attesa rispetto allo stesso periodo del 2025. Per le prime visite specialistiche, la percentuale di rispetto dei tempi è passata dal 76,4% al 78,5%, mentre per gli esami diagnostici è salita dall’82,8% all’84,6%. Il Codacons evidenzia tuttavia che tali risultati, pur positivi, non rappresentano necessariamente l’intera esperienza dei pazienti, poiché il monitoraggio considera le prime disponibilità proposte e non consente di ricostruire sistematicamente i tempi degli appuntamenti effettivamente accettati e delle prestazioni eseguite. Permangono inoltre significative differenze territoriali.
“Non possiamo accettare – afferma Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons – che il diritto alla salute rischi di trasformarsi in un privilegio per chi può permettersi di pagare. Quando un cittadino ha bisogno di una visita specialistica o di un accertamento diagnostico, il Servizio sanitario nazionale deve garantire risposte nei tempi previsti. I miglioramenti registrati rappresentano un segnale positivo, ma non possono far dimenticare le persone che continuano a incontrare ostacoli nell’accesso alle prestazioni. Occorre verificare non soltanto quando viene proposto un appuntamento, ma anche quando il paziente riesce concretamente a ricevere le cure necessarie.”
Il Codacons richiama inoltre l’attenzione sulle disposizioni del decreto-legge n. 73 del 2024, convertito nella legge n. 107 del 2024, che hanno introdotto ulteriori strumenti di controllo e rafforzato le misure per il governo delle liste d’attesa. La normativa prevede che, quando non sia possibile garantire una prestazione nei tempi stabiliti attraverso il servizio pubblico, questa debba essere assicurata mediante i percorsi previsti, anche ricorrendo all’attività libero-professionale intramuraria o alle strutture private accreditate, con pagamento del solo ticket, ove dovuto.
“Esistono strumenti normativi che devono trovare concreta applicazione – prosegue Tanasi – e i cittadini devono essere messi nelle condizioni di conoscerli e utilizzarli. Non è accettabile che una persona, di fronte all’impossibilità di ottenere un appuntamento nei tempi prescritti, venga lasciata senza informazioni sulle alternative disponibili. Occorrono procedure accessibili, indicazioni chiare e controlli sulla corretta gestione delle prenotazioni. Nessuno dovrebbe essere costretto a sostenere una spesa privata soltanto perché non riesce a ottenere nei tempi dovuti una prestazione alla quale ha diritto.”
Per queste ragioni, il Codacons chiede al Ministero della Salute, alle Regioni e alle aziende sanitarie di verificare l’effettivo funzionamento dei percorsi di tutela, la disponibilità delle prestazioni nelle diverse classi di priorità e le modalità di gestione delle richieste quando non risultano appuntamenti compatibili con i tempi prescritti.
L’associazione ritiene inoltre necessario rafforzare la trasparenza dei sistemi di prenotazione, distinguendo i tempi delle prime disponibilità proposte da quelli degli appuntamenti effettivamente accettati e delle prestazioni erogate. Particolare attenzione dovrà essere riservata anche alle richieste che non si traducono in una prenotazione e alle differenze tra territori e strutture sanitarie, affinché il luogo di residenza non diventi un ulteriore ostacolo nell’accesso alle cure.
Il Codacons invita i cittadini che abbiano incontrato difficoltà nell’ottenere visite specialistiche o esami diagnostici nei tempi prescritti a segnalare direttamente all’associazione le proprie esperienze, indicando la tipologia di prestazione, la classe di priorità, la data della richiesta e i tempi comunicati, senza trasmettere documentazione sanitaria non necessaria. Le segnalazioni contribuiranno a individuare eventuali criticità ricorrenti e a valutare ulteriori iniziative presso le autorità competenti.
“La salute è un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione – sottolinea Tanasi – e deve trovare piena attuazione nella vita quotidiana. Non chiediamo privilegi, ma il rispetto delle regole e delle garanzie già previste per tutti i cittadini. I dati statistici sono importanti, ma dietro ogni prenotazione ci sono persone che attendono risposte, spesso in condizioni di preoccupazione e difficoltà. Il Codacons continuerà a vigilare affinché nessuno sia costretto a scegliere tra la propria salute e le possibilità economiche della famiglia.” – conclude Tanasi
Orazio Schillaci Ministro della Salute e Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons (foto d’archivio)



