Sul caso della paziente palermitana affetta da fibromialgia, rimasta per mesi in attesa dell’attivazione del piano terapeutico nonostante un quadro clinico grave e l’indicazione medica all’accesso alla cannabis terapeutica per dolore cronico resistente alle terapie tradizionali, interviene con decisione il Codacons.
Secondo quanto riportato dalla stampa, la visita era stata inizialmente fissata a maggio, a distanza di mesi, ed è stata poi anticipata solo dopo la presentazione di un esposto e l’attenzione mediatica. “Un fatto che impone chiarezza – afferma il Codacons – perché l’accesso alle cure non può essere subordinato alla pressione pubblica o alla determinazione dei familiari, ma deve essere garantito in modo uniforme e tempestivo a tutti i cittadini”.
Per l’associazione, la vicenda non riguarda soltanto un singolo caso, ma solleva un tema più ampio legato ai tempi di attivazione dei piani terapeutici per pazienti affetti da patologie croniche e dolore persistente. “Quando si parla di sofferenza quotidiana, di limitazioni funzionali e di perdita di qualità della vita – sottolinea il Codacons – ogni ritardo rischia di tradursi in un aggravamento concreto delle condizioni del paziente”.
Alla luce di quanto emerso, il Codacons chiede al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, di valutare l’invio di ispettori ministeriali presso la struttura interessata, al fine di verificare eventuali criticità organizzative o procedurali nella gestione dei percorsi terapeutici e accertare se quanto accaduto rappresenti un episodio isolato o il sintomo di una problematica più ampia.
Parallelamente, il Codacons ha attivato il servizio “SOS Sanità”, uno strumento permanente di tutela attraverso il quale i cittadini possono segnalare ritardi nell’attivazione di piani terapeutici, liste d’attesa eccessive, difficoltà nell’accesso a farmaci e prestazioni specialistiche o altre disfunzioni del sistema sanitario, invitando chi si trovi in situazioni analoghe a trasmettere le proprie segnalazioni scrivendo all’indirizzo sportellocodacons@gmail.com oppure tramite WhatsApp al numero 3715201706, così da consentire all’associazione di attivare le opportune verifiche e iniziative a tutela dei diritti.
“La sanità pubblica deve garantire dignità, tempestività e rispetto, soprattutto nei confronti dei pazienti più fragili. Nessuno può essere lasciato solo di fronte al dolore e alla burocrazia”. – conclude il Codacons.



