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La dominazione araba in Sicilia e la sua influenza sulla dieta mediterranea

I.- Dieta Mediterranea
Come da programma delle manifestazioni di “ECO – Esperienze, Cultura e Origini dei prodotti agroalimentari”, progetto a regia del GAL Terre di Aci, ieri, domenica 31 agosto, la Fabrica Culturale Umo e Natura, ha organizzato presso i locali messi a disposizione dal Comune di Aci Bonaccorsi, l’atteso incontro sul tema “Dominazione Araba in Sicilia e la sua Influenza sulla Dieta Mediterranea”.
Relatore il socio della Fabrica Culturale è stato Riccardo Maggiore, già Professore Ordinario di Chimica dell’Ambiente all’Università di Catania, con esperienza nel campo dell’inquinamento chimico degli alimenti.
Alla presenza di una attenta rappresentanza di studiosi e ricercatori, l’oratore si è inizialmente soffermato sulla storia della Dieta Mediterranea tratteggiando la figura e l’opera del suo propositore Ancel Keys.
Biologo nutrizionista amaricano, ricorda Maggiore, Ancel Keys è stato docente all’Università di Minneapolis e molto noto nel suo paese per aver inventato la “Razione K”, ovvero la razione alimentare di sopravvivenza, che fu data ai soldati americani per tutto il periodo della seconda guerra mondiale.
Ancel Keys (nato a Colorado Springs nel 1904 e morto a Minneapolis nel 2004, alla veneranda età di 100 anni), finita la guerra, iniziò una ricerca sul rapporto fra quantità di grassi saturi nella dieta alimentare di popoli diversi e l’incidenza di malattie cardiovascolari.
I primi dati di questo studio indicavano che esisteva una precisa correlazione, per cui quanto maggiore era la quantità di grassi saturi (provenienti soprattutto da alimenti di origine animale), tanto maggiore era la mortalità dovuta a cardiopatie e ictus.
Queste malattie erano rare nel meridione d’Italia e keys prese ad interessarsi del regime alimentare, diffuso in quel territorio, che in seguito avrebbe chiamato “dieta mediterranea”.
Per avvalorare le proprie ipotesi, continua Maggiore, nel 1952 Ancel Keys diede avvio al monumentale Seven Country Study (Studio delle Sette Nazioni): un imponente programma di ricerca epidemiologico, che coinvolse 12.000 uomini e donne di età compresa fra i 40 e i 59 anni, appartenenti a sette nazioni differenti (Stati Uniti, Giappone, Italia Grecia, Jugoslavia, Olanda, Finlandia), con regimi alimentari molto diversi, alcuni basati su alimenti di origine prevalentemente animale, altri di origine soprattutto vegetale.

La ricerca di Ancel Keys, il cui scopo era quello di dimostrare come la differente incidenza delle malattie coronariche variasse in relazione ai diversi regimi alimentari adottati, si è conclusa nel 1977.
Keys osservò come Paesi quali l’Italia, la Grecia, la Jugoslavia e, fuori dal contesto europeo, il Giappone, erano accomunati in buona sostanza dalle stesse abitudini alimentari, che erano caratterizzate dal consumo prevalente di grassi mono insaturi (l’olio di oliva, nell’area mediterranea), cereali frutta e verdura, legumi e pesce (quali fornitori di proteine) e, al tempo stesso ridotto consumo di grassi saturi (burro, lardo, strutto, etc.) e proteine animali (in particolare, carni rosse).
La dieta attuata dalle popolazioni di queste nazioni aveva come effetto che il livello di colesterolo fosse molto più basso e fenomeni, quale quello della cardiopatia ischemica, avessero un’incidenza molto meno elevata a livello statistico.
In Italia, Keys studiò la dieta dei contadini poveri meridionali in Calabria e in Campania, una dieta ipocalorica, a base essenzialmente vegetale, frugale, ma sana.
Per la prima volta, fu lui a definire questo regime alimentare con il termine “dieta mediterranea”, in quanto riscontrabile, con modeste varianti, in tutti i popoli dell’Europa meridionale e dell’Africa settentrionale, che vivevano sulle rive del mar Mediterraneo.
Nel 1962, Keys, per approfondire i suoi studi sulla dieta mediterranea, comprò casa e si trasferì a Pioppi, un villaggio di pescatori a sud di Salerno, insieme alla moglie. 
Qui egli rimase per oltre quarant’anni, sino al 2004, quando, compiuti i 100 anni di età, rientrò in America, dove morì dopo pochi mesi, a Minneapolis.
Durante la sua lunga permanenza in Italia, Ancel Keys si rese conto che la dieta mediterranea non era un semplice regime alimentare, ma era invece un fatto culturale molto più complesso che affondava le sue radici in un passato millenario, che aveva forgiato tradizioni e rapporti sociali.
Infatti, come sottolineato da Ancel Keys nel libro (primo bestseller sulla dieta mediterranea) pubblicato insieme alla moglie Margaret nel 1975 (How to eat well and stay well: the mediterranean way), il cibo va consumato insieme, in uno spirito di convivialità che, nel povero sud del secondo dopoguerra, si esprimeva nelle grandi tavolate nei cortili delle masserie, in un comune senso di solidarietà intergenerazionale, dove ai nonni ed ai bisnonni si assegnavano i posti di onore, circondati dall’affetto e dal rispetto di bambini, giovani e adulti.
In conclusione di questa prima parte dell’incontro dedicata alla dieta mediterranea, il relatore Riccardo Maggiore osserva come ad una alimentazione sobria e multivariata, a base soprattutto di alimenti vegetali, si aggiungono: educazione alla sostenibilità
- biodiversità
- stagionalità
- tradizioni e identità culturale.
Di conseguenza, il cibo sobrio e salutare, lo spirito di integrazione e la solidarietà allungavano la vita dei vecchi.
L’anno della consacrazione mondiale della dieta mediterranea è il 2010, quando su proposta di quattro Paesi (Italia, Spagna, Grecia e Marocco), L’UNESCO rende merito all’importanza degli studi di Ancel Keys e inserisce la dieta mediterranea nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

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