“Anno nuovo, disservizi vecchi”. È con questa espressione che viene descritta una segnalazione pervenuta nei primi giorni del 2026 al Codacons di Siracusa, riguardante un paziente affetto da diabete che lamenta la mancata consegna dei prescritti presidi sanitari di tipo 1 da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP).
Secondo quanto riferito dall’associazione dei consumatori, la vicenda non sarebbe recente. Già nel mese di dicembre, infatti, il paziente avrebbe rappresentato formalmente all’ASP di Siracusa l’assenza della fornitura dei dispositivi necessari al monitoraggio e alla gestione della patologia. La segnalazione riguarderebbe non solo l’uomo, ma anche il figlio, anch’egli affetto da diabete. Nonostante le richieste avanzate, i presidi non sarebbero stati consegnati, determinando, sempre secondo quanto riferito, una prolungata interruzione della continuità terapeutica.
Il presidente provinciale del Codacons, avvocato Bruno Messina, ha evidenziato come l’episodio si inserirebbe in un contesto più ampio di criticità segnalate in diverse aree della Sicilia, relative a ritardi o inefficienze nella distribuzione di presidi sanitari essenziali. Circostanze analoghe, secondo l’associazione, sarebbero già emerse in altri casi recentemente portati all’attenzione delle autorità competenti.
La problematica solleva interrogativi sul funzionamento del sistema di approvvigionamento dei dispositivi sanitari, considerato che le Aziende sanitarie territoriali dovrebbero essere in grado di garantire adeguate scorte minime di presidi salvavita, anche al fine di prevenire disservizi dovuti a ritardi logistici o a difficoltà organizzative.
Il diritto alla salute, tutelato dall’ordinamento, impone che l’accesso alle cure e ai presidi prescritti avvenga senza interruzioni, soprattutto in presenza di patologie croniche come il diabete, per le quali la continuità terapeutica riveste un ruolo essenziale.
Alla luce di quanto segnalato, il Codacons ha reso noto di aver formalmente diffidato l’ASP di Siracusa, sollecitando un intervento tempestivo per la consegna dei presidi sanitari indicati. L’associazione ha inoltre comunicato che, in mancanza di riscontri concreti, si riserva di valutare ulteriori iniziative nelle sedi competenti, ivi compresa la presentazione di un esposto all’autorità giudiziaria affinché vengano effettuate le opportune verifiche.
La vicenda, così come rappresentata, richiama l’attenzione sulla necessità di garantire standard organizzativi adeguati e uniformi su tutto il territorio regionale, affinché l’accesso ai dispositivi indispensabili per la gestione di patologie croniche non sia ostacolato da disfunzioni amministrative o carenze strutturali.



