venerdì, Gennaio 23, 2026
Glutiox Farmavalens
HomeEvidenzaPrimo pianoCatania capitale dell’Urologia: il XLII Congresso Siculo-Calabro celebra la ricerca clinica e...

Catania capitale dell’Urologia: il XLII Congresso Siculo-Calabro celebra la ricerca clinica e l’innovazione chirurgica

Il XLII Congresso Siculo-Calabro di Urologia, svoltosi a Catania il 17 e 18 ottobre, ha riunito i maggiori esperti del settore provenienti da Sicilia e Calabria, confermando il ruolo della città etnea come punto di riferimento per la ricerca scientifica, la formazione specialistica e l’innovazione clinico-chirurgica.
Presieduto dai professori Giuseppe Morgia e Sebastiano Cimino, ordinari dell’Università di Catania, il congresso ha rappresentato un importante momento di confronto sulle più recenti acquisizioni in campo urologico. I lavori, tenutisi presso l’Hotel Baia Verde, hanno affrontato un ampio spettro di tematiche, dall’iperplasia prostatica benigna alla calcolosi urinaria, fino alle neoplasie vescicali, prostatiche e renali, con particolare attenzione ai progressi nella diagnostica precoce, alla medicina di precisione e all’integrazione multidisciplinare nella gestione del paziente urologico.
Ampio spazio è stato riservato alle complicanze chirurgiche, i cosiddetti nightmares urologici, e alle prospettive evolutive della chirurgia robotica, oggi considerata una delle frontiere più avanzate della disciplina. Gli interventi hanno evidenziato il ruolo della formazione specialistica, l’importanza dell’esperienza operatoria e l’impatto delle tecnologie robotiche di ultima generazione, in grado di aumentare la precisione chirurgica, ridurre l’invasività e migliorare gli outcome clinici e funzionali.
Di particolare valore accademico è stata la lectio magistralis dedicata alla Scuola Urologica Catanese, tenuta dal professore Antonio Serrao e introdotta dal professore Mario Motta, che ha ripercorso la storia e l’evoluzione di una tradizione universitaria riconosciuta come punto di riferimento nazionale per la formazione e la ricerca in ambito urologico. Grande interesse ha suscitato anche la sessione sul tumore prostatico, organizzata nella formula dell’“intervista doppia” condotta dal professore Salvatore Voce, direttore dell’Urologia di Ravenna, con la partecipazione diretta dei presidenti Morgia e Cimino. Il confronto ha offerto un’analisi approfondita delle più recenti innovazioni in tema di imaging multiparametrico, biopsia mirata, terapie personalizzate e protocolli di sorveglianza attiva.
Nel corso dei lavori, i due presidenti hanno posto l’accento sull’importanza di una visione clinica integrata, basata sul dialogo tra discipline complementari e sull’aggiornamento continuo.
“La qualità della cura nasce dal confronto tra competenze diverse – ha sottolineato il professor Giuseppe Morgia –. L’urologia moderna si fonda su una stretta sinergia tra chirurgia, oncologia, radioterapia e medicina territoriale, per garantire percorsi terapeutici sempre più efficaci e personalizzati.”
“Questo congresso – ha aggiunto il professor Sebastiano Cimino – testimonia la vitalità scientifica del Sud Italia, capace di contribuire in modo concreto alla ricerca e alla formazione specialistica, grazie a una rete di professionisti di altissimo livello.”
L’incontro ha registrato la partecipazione della quasi totalità dei direttori delle Unità Operative Complesse di Urologia di Sicilia e Calabria, tra cui Federico Nicolosi (Taormina), Michele Ruoppolo (Agrigento), Rocco Damiano (Catanzaro), Mario Falsaperla (Catania-Garibaldi), Marco Certo (Siracusa), Sebastiano Condorelli (Gela), Salvatore Bartolotta (Catania-San Marco), Michele Di Dio (Cosenza), Francesco Curto (Cefalù), Francesco Abate (Caltagirone), Francesco Mastroeni (Messina) e Alessandro Lupo (Palermo).
La prospettiva interdisciplinare è stata ulteriormente arricchita dagli interventi dell’oncologo Dario Giuffrida e del radioterapista Lucio Liardo, che hanno contribuito alla sessione dedicata al carcinoma vescicale approfondendo le strategie integrate di trattamento e la centralità del paziente nei percorsi di cura.
Un ampio consenso ha accompagnato anche la sessione dedicata alla collaborazione tra medici di medicina generale e specialisti urologi, centrata sui modelli di integrazione assistenziale e sulla formazione condivisa. Il dottor Marcello Scifo, presidente dell’associazione Artemisia, che riunisce circa duecento professionisti, ha illustrato le esperienze maturate nel campo della cooperazione interprofessionale, mentre il dottor Nino Rizzo, vicepresidente di Artemisia, e il dottor Francesco Seminara, territorialista di urologia, hanno offerto contributi di particolare rilevanza clinica e organizzativa.
A seguito dell’evento, il Codacons Medici ha espresso in una nota ufficiale il proprio plauso per l’alto valore scientifico del congresso, riconoscendone il contributo alla diffusione della cultura medica e al rafforzamento delle buone pratiche cliniche. “Iniziative di questa portata – si legge nella dichiarazione – rappresentano un modello virtuoso di aggiornamento e confronto, in grado di coniugare ricerca, formazione e tutela della salute pubblica.”
Il XLII Congresso Siculo-Calabro di Urologia si è così distinto per la qualità delle relazioni, la profondità del dibattito e l’autorevolezza dei relatori, confermando Catania come laboratorio di eccellenza per l’innovazione clinica e accademica nel panorama urologico nazionale.
In chiusura, è stato ribadito un principio condiviso da tutta la comunità scientifica: l’evoluzione dell’urologia passa attraverso la ricerca traslazionale, la formazione continua e la costruzione di reti interdisciplinari capaci di trasformare la conoscenza in progresso terapeutico concreto, a beneficio del paziente e del sistema sanitario nel suo complesso.

RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisment -Comunicain

I PIÙ LETTI