Cinque quintali di alimenti ritenuti non idonei al consumo umano sequestrati, circa 400 chilogrammi di prodotti scaduti rinvenuti in un’azienda di lavorazione delle carni, un’attività sospesa e sanzioni amministrative per complessivi 23 mila euro.
È il bilancio dei controlli effettuati dai Carabinieri del Nas di Palermo nell’ambito delle verifiche sulla sicurezza alimentare in depositi di distribuzione, supermercati, esercizi di somministrazione e attività di ristorazione del capoluogo.
Nel corso delle ispezioni sarebbero emerse gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali, locali utilizzati come depositi privi della prescritta registrazione sanitaria e, in alcune gelaterie, alimenti conservati a temperature non conformi e in contenitori in condizioni igieniche inadeguate, in alcuni casi arrugginiti.
“Quanto emerso dai controlli è estremamente preoccupante – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – perché la sicurezza alimentare rappresenta una delle forme più importanti di tutela della salute dei consumatori. Chi acquista un alimento o consuma un prodotto in un esercizio pubblico deve poter confidare nel rispetto rigoroso delle norme igienico-sanitarie”.
Particolarmente grave appare il caso dell’azienda di lavorazione delle carni sottoposta a controllo con il supporto dei veterinari dell’Asp di Palermo, dove sarebbero stati sequestrati circa 400 chilogrammi di prodotti alimentari scaduti e disposta l’immediata sospensione dell’attività.
“Quando le irregolarità interessano strutture inserite nella filiera distributiva, il problema assume una dimensione ancora più delicata – sottolinea Tanasi –. Occorre verificare con la massima attenzione la provenienza e la destinazione dei prodotti e accertare che alimenti non conformi non siano arrivati sulle tavole dei consumatori”.
Il Codacons chiede quindi di intensificare, soprattutto nel periodo estivo, i controlli presso attività di ristorazione, gelaterie, supermercati, depositi e aziende di produzione e lavorazione degli alimenti, con particolare attenzione alla catena del freddo, alle date di scadenza, alle condizioni igieniche dei locali e alla corretta conservazione dei prodotti.
“L’attività svolta dai Nas e dagli organi sanitari è fondamentale e dimostra quanto siano indispensabili controlli costanti e capillari. La prevenzione deve essere continua, perché sulla sicurezza alimentare non possono esserci zone d’ombra: la salute dei cittadini viene prima di tutto”, conclude Tanasi



