Il carcinoma del colon-retto (CCR) rappresenta una delle principali cause di morbilità e mortalità oncologica nei Paesi occidentali. E’ la seconda neoplasia più frequente sia per incidenza che per mortalità complessiva. (AIOM 2024).
Marzo è il mese europeo della prevenzione del tumore del colon-retto (Marzo Blu), dedicato a sensibilizzare sull’importanza della diagnosi precoce, fondamentale per migliorare la sopravvivenza.
L’introduzione dei programmi di screening ha significativamente ridotto la mortalità, ma persistono criticità legate all’adesione e al ritardo diagnostico. Il Medico di Medicina Generale (MMG) svolge un ruolo centrale nella prevenzione primaria e secondaria, nell’identificazione precoce dei sintomi e nella gestione del follow-up.
Dalle ultime indagini statistiche si osserva però un preoccupante incremento dei casi nella fascia d’età 30-50 anni, fenomeno definito “tumore a esordio precoce” con un incremento annuo dello 0,4%. Pertanto negli ultimi anni le linee guida internazionali hanno abbassato l’età di inizio dello screening del tumore del colon-retto: sempre più esperti concordano che già dai 45 anni sia utile eseguire il primo controllo. (Gastroenterology 2022; 162:285–299).
Di fatto nel nostro Paese il programma è destinato alla fascia di età compresa tra 50 e 75 anni e consiste nell’esame quantitativo della ricerca del sangue occulto nelle feci.
In Sicilia il tumore del colon-retto è tra le neoplasie più frequenti, rappresentando la terza per incidenza negli uomini (14.3%) e la seconda nelle donne (13.9% ).
Purtroppo la Sicilia mostra tassi di adesione agli screening del colon-retto inferiori (meno del 20%) rispetto ad altre regioni italiane per cui diventa essenziale il coinvolgimento degli endoscopisti e la sensibilizzazione dei medici di medicina generale.
Il dott Di Mauro, responsabile della UO di Chirurgia Generale del P.O. San Marco, referente PDTA ( Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali) per il tumore del colon-retto conferma il dato allarmante dell’incremento dell’ incidenza del tumore del colon-retto valutando l’aumento del numero degli accessi sia urgenti da pronto soccorso che ambulatoriali di pazienti affetti da neoplasia colon-rettale e sottolinea l’importanza della prevenzione, della diffusione dei programmi di screening e dell’interazione tra le diverse figure specialistiche presenti in ambito ospedaliero e sul territorio.
Come fare prevenzione?
- Seguire i programmi di Screening
- Modificare lo Stile di vita: Alimentazione:Seguire una dieta mediterranea ricca di fibre, verdure e frutta, limitando il consumo di carni rosse, lavorate e zuccheri., Attività fisica: Praticare esercizio fisico moderato per almeno 150 minuti a settimana. Evitare fumo e alcol: Riduce i danni al DNA delle pareti intestinali.
Chi deve essere sottoposto a screening?
I programmi di screening per il tumore del colon-retto sono destinati alla popolazione a rischio medio per età, compresi tra i 50 ed i 69-74 anni
Per gli adulti non compresi nei programmi di screening di età compresa tra 75 e 85 anni e meno di 50 anni la decisione se sottoporre a screening per il CCR deve essere individualizzata, prendendo in considerazione la salute generale del paziente e la sua anamnesi di screening precedente.
Ma come si esegue lo screening?
In Italia gran parte del territorio è coperta da programmi di screening prevalentemente con la ricerca del sangue occulto fecale (RSOF). o la RSS 1 sola volta nella vita tra i 55 ed i 64 anni, come proposto dal programma organizzato in ogni Regione italiana
La RSOF è il test più accettabile, deve essere ripetuta almeno ogni 2 anni affinché lo screening risulti efficace. Se positiva, deve essere seguita da una colonscopia totale. Lo screening con RSOF riduce l’incidenza dei tumori metastatici di circa il 70% dopo il primo round di screening.
Ogni quanto va ripetuta la colonscopia?
- Se la colonscopia è normale: ogni 10 anni è l’intervallo raccomandato per chi non presenta polipi né familiarità per tumore del colon-retto. In presenza di altri fattori di rischio (come dieta povera di fibre, obesità, fumo), il medico può suggerire un controllo ogni 7-8 anni
- Se vengono trovati polipi: Il controllo va anticipato in base alle indicazioni dell’endoscopista che valuterà il referto istologico
- Se c’è familiarità o predisposizione genetica: In caso di parenti di primo grado con tumore del colon-retto o polipi ad alto rischio, lo screening deve iniziare a 40 anni (o 10 anni prima rispetto all’età in cui è stato diagnosticato il tumore al familiare).
Quando anticipare la colonscopia?
- Presenza di sangue nelle feci
- Alterazioni dell’alvo (stipsi o diarrea persistenti)
- Dolori addominali ricorrenti
- Perdita di peso non spiegata
- Anemia da carenza di ferro
In Sicilia, lo screening del colon retto è offerto gratuitamente dalle ASP provinciali a uomini e donne di età compresa tra 50 e 69 anni ogni due anni, attraverso la ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF).
Per partecipare alle attività di prevenzione per il tumore del colon retto, basta aderire all’invito ricevuto dall’ASP. Se la lettera di invito non è arrivata, si può ritirare il kit per l’esecuzione del test presso una delle farmacie del Comune di residenza.
E se la colonscopia è positiva?
L’asportazione della neoplasia è la terapia del tumore del colon retto. Se la neoplasia è in fase iniziale, localizzata nella mucosa, primo strato della parete del colon, l’asportazione può essere eseguita endoscopicamente, se è di dimensioni superiori ai 4 cm o localmente più avanzato è indicata l’asportazione chirurgica.
Qual’ è il ruolo della chirurgia?
La chirurgia rappresenta la principale opzione terapeutica con intento curativo delle neoplasie del colon e dovrebbe essere eseguita nel minor tempo possibile dalla diagnosi.
Il paziente candidato a trattamento chirurgico viene quindi valutato collegialmente al GOM (gruppo multidisciplinare oncologico) al fine di garantire un trattamento quanto più personalizzato e idoneo possibile.
L’intervento può essere eseguito per via tradizionale open, per via laparoscopica o con la più recente tecnica robotica.
La chirurgia laparoscopica e robotica offrono vantaggi significativi rispetto alla chirurgia tradizionale (open), tra cui incisioni minori, meno dolore post-operatorio, una più rapida ripresa delle funzioni intestinali e una degenza ospedaliera ridotta. La robotica, in particolare, garantisce una visione 3D ingrandita e movimenti più precisi negli spazi ristretti, migliorando l’accuratezza oncologica.
La nostra esperienza
Presso la nostra UO di I Chirurgia del P.O. San Marco vengono presi in carico quotidianamente pazienti affetti da tumore colon-rettale che accedono al ps del nostro nosocomio o ai nostri ambulatori.
L’attività ambulatoriale è attiva ogni giorno e in particolare il giovedì è dedicato a patologie colon-proctologiche.
Il paziente affetto da sospetta o certa neoplasia viene preso in carico e il caso discusso in maniera collegiale con oncologi, radioterapisti, endoscopisti e radiologi ogni martedì.
Il trattamento chirurgico laddove possibile è mini-invasivo, utilizzando la tecnica laparoscopica o robotica.
Il decorso post operatorio è regolato da protocolli di chirurgia “fast track” (ERAS), per minimizzare il tasso di complicanze e consentire un recupero più rapido dopo chirurgia colorettale.
Terminata la fase diagnostico-terapeutica viene fornita documentazione adeguata al paziente, al MMG ed ai servizi di supporto e deve essere esplicitato lo schema di follow-up.
I programmi di screening per scoprire precocemente tumori del colon-retto possono salvare decine di migliaia di vite, l’obiettivo è raggiungibile solo se le diverse categorie di medici dal territorio agli ospedali lavorano nella stessa direzione.
Dr. Gianluca Di Mauro – Direttore UOC Chirurgia Generale Ospedale San Marco Catania



