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lunedì, Luglio 22, 2024
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Livelli essenziali di assistenza sanitaria

Celebriamo, giustamente, le eccellenze della Sanità, ma ci dimentichiamo spesso che l’efficienza di un buon Servizio Sanitario si valuta dalle capacità dello stesso di fornire in misura omogenea a tutta la popolazione le prestazioni diagnostico-terapeutiche essenziali per la tutela della salute dei singoli cittadini. Spesso e da più parti si attribuisce il malfunzionamento del sistema ad uno o all’altro settore delle cure. Se riflettiamo soltanto per un attimo le criticità non sono di un singolo compartimento, ma riguardano tutto il sistema.

Alcune delle cause:

1) Personale sottorganico e non gratificato professionalmente ed economicamente con conseguente fuga verso il privato o fuori dai confini nazionali.

2) Eccessivo carico burocratico che, paradossalmente la digitalizzazione ha aumentato per mancanza di piattaforme efficienti.

3) Mancanza di integrazione fra Ospedalità e Medicina del Territorio.

4) Quest’ultima abbandonata al proprio destino. Tante le aspettative sui fondi del PNRR da utilizzare per le Case e gli Ospedali di Comunità, fondamentali secondo alcuni per il potenziamento della Medicina del territorio. Progetti da portare a termine entro il 2026 ed ancora in molte aree del Paese siamo ai blocchi di partenza. Poche le strutture ultimate ed ancora di meno quelle operative per carenza di personale medico e paramedico. Ingenti somme spese in strutture ed apparecchiature non utilizzate.

5) Assoluta mancanza di una oculata programmazione nella formazione dei professionisti per numero e qualità. La recente pandemia ha messo in evidenza che oltre ai posti letto di degenza o terapia intensiva è necessario il personale idoneo alla gestione.

Risultato finale: scadimento della qualità delle prestazioni, liste d’attesa da incubo, Pronto Soccorso intasati, cittadini che rinunciano alle cure, conflittualità tra le varie figure professionali in ambito sanitario, deterioramento del rapporto medico-paziente.

Quali le soluzioni concrete a prescindere dalle chiacchiere e dalla propaganda?
Siamo ancora in tempo o la deriva è inesorabile?

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