Presentati al Ministero della Salute i dati epidemiologici sui tumori maligni osservati nel periodo pre-COVID-19, e le proiezioni aggiornate al 2025. I dati sono stati elaborati dalla rete dei Registri Tumori coordinata dall’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM).
- Sono 362.100 i nuovi casi di tumore maligno stimati in Italia nel 2025 (182,300 negli uomini, 179,800 nelle donne).
- Osservata una diminuzione dell’incidenza e della mortalità dei tumori maligni negli uomini, mentre nelle donne l’incidenza è rimasta stabile mentre la mortalità è in diminuzione. L’andamento meno favorevole osservato nel sesso femminile dipende in parte dall’aumento della frequenza di cancro al polmone.
- Oltre al ridursi del divario tra maschi e femmine nel numero assoluto di casi, tende a scomparire il vantaggio di salute (minore incidenza di tumori maligni) del Sud e Isole rispetto al Centro-Nord.
- Sebbene la sopravvivenza per tutti i tumori maligni risulti in progressivo miglioramento, si rileva un differenziale del 5% a discapito della macro-area Sud ed Isole rispetto al Centro-Nord.
- L’incidenza di tumori infantili nel periodo di osservazione ha mantenuto un andamento stabile, mentre la sopravvivenza è risultata in miglioramento e senza differenze geografiche.
Il 4 Marzo 2026, presso il Ministero della Salute (Auditorium sede Lungotevere Ripa 1) sono stati presentati dall’Associazione Italiana dei Registri Tumore (AIRTUM) i dati sull’epidemiologia dei tumori maligni in Italia.
L’AIRTUM ha coordinato le attività di elaborazione ed interpretazioni dei dati prodotti dalla rete dei Registri Tumori Italiani, che garantisce la sorveglianza epidemiologica su circa l’80% della popolazione residente in Italia. Le elaborazioni si sono basate su oltre 3 milioni di casi incidenti di tumore maligno, registrati da 34 Registri Tumori di popolazione accreditati da AIRTUM, che hanno consentito di documentare il quadro epidemiologico nel periodo pre-pandemico, nonché di ottenere una proiezione del dato al 2025, non distorta dall’impatto della pandemia.
I risultati sono stati pubblicati attraverso 10 articoli scientifici sulla rivista internazionale Cancer Epidemiology (https://www.sciencedirect.com/special-issue/101VR1L9NLP). Una sintesi in lingua italiana delle principali elaborazioni statistiche, con le relative fonti bibliografiche, è reperibile sul sito web di AIRTUM (https://www.registri-tumori.it/cms/contenuto/incidenza-mortalit%C3%A0-e-trend).
Le elaborazioni di AIRTUM, proiettate al 2025, stimano in Italia circa 362.100 nuovi casi di tumore maligno. La mammella si conferma la sede più frequente di tumore maligno (55.900 casi), seguita dal polmone (43.500 casi, 16.440 dei quali nel sesso femminile), dal colon-retto (41.700 casi, 18.900 dei quali nel sesso femminile), e dalla prostata (31.200 casi), che rappresenta la sede più frequente nel sesso maschile.
Nel periodo di osservazione pre-pandemico, si è registrata una riduzione sia dell’incidenza (-1,9% per anno) che della mortalità (-1,8) per tutti i tumori negli uomini. Nelle donne si è registrata una riduzione della mortalità (-0,6), mentre l’incidenza dei tumori è rimasta pressoché stabile (-0.1).
L’incidenza dei tumori maligni si è ridotta in entrambi i sessi per le seguenti sedi: fegato (F -4,0% per anno, M -3,9), colon-retto (F -1,9, M -2,2) e stomaco (F -3,5, M-2,8). L’incidenza del melanoma cutaneo è aumentata in entrambi i sessi (F+6,4, M+5,2. L’incidenza del cancro al polmone è risultata in aumento nelle donne (+2,3) e in diminuzione negli uomini (-2,5). In generale, i tumori maligni fumo-correlati presentano andamento in miglioramento nel sesso maschile e in peggioramento nel sesso femminile.
La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi per tutti i tumori maligni risulta in miglioramento (+0,54% per anno nei maschi e +0,39 nel sesso femminile) nel periodo di osservazione. Più in dettaglio, si è registrato un miglioramento della sopravvivenza del cancro del polmone sia nei maschi (da 15,0 per i pazienti diagnosticati nel periodo 2008-2009 a 18,1% per i pazienti diagnosticati nel periodo 2016-2017), che nelle femmine (da 20,6 a 24,8% per gli stessi periodi di diagnosi).
Sebbene la sopravvivenza a 5 anni per tutti i tumori sia migliorata in tutto il Paese, permane una differenza a discapito della macro-area Sud ed Isole rispetto al Centro-Nord (pari al 5% per i casi diagnosticati nel periodo più recente disponibile).
Si conferma anche il divario di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi nei due sessi, che è risultata pari al 74.1% nelle donne rispetto al 70.7% negli uomini.
In sintesi, il quadro epidemiologico descritto da AIRTUM suggerisce come la diffusione del tabagismo possa essere alla base dell’aumento della frequenza del cancro del polmone osservato nelle donne e di altri tumori fumo correlati.
La perdita dello storico vantaggio di salute (minore frequenza dei tumori maligni) che ha caratterizzato le aree meridionali rispetto al Centro Nord può essere spiegata dal progressivo venir meno dell’adozione di stili di vita sani e, in particolar modo della dieta mediterranea, da una maggiore sedentarietà, e da una maggiore diffusione di sovrappeso e obesità nelle regioni del Sud e delle Isole.
Progressi importanti si osservano nell’epidemiologia dei tumori maligni del fegato e del colon-retto, che verosimilmente riflettono l’efficacia delle attività di prevenzione finalizzate a ridurre l’esposizione ad agenti infettivi e il consumo di alcool, nonché della diffusione dei programmi di screening.
L’insieme di queste evidenze suggerisce l’importanza di supportare le politiche di prevenzione, avendo particolare riguardo alla popolazione residente nel Sud e nelle Isole, e al sesso femminile.
Inoltre, un approfondimento è stato dedicato ai tumori diagnosticati nei bambini e negli adolescenti, nel decennio 2008-2017 (17.322 casi). Nella fascia 0-14 anni, l’incidenza dei tumori maligni è risultata pari a 166.8 nuovi casi per milione di abitanti all’anno, con tassi di incidenza stabili nel periodo di osservazione. Nella stessa fascia di età, la sopravvivenza dopo 5 anni dalla diagnosi di tumore maligno, nel periodo di osservazione, è risultata pari all’85%, con un miglioramento del 2% rispetto all’ultima rilevazione disponibile. Negli adolescenti (15-19 anni) l’incidenza dei tumori maligni osservata è stata pari a 294.3 nuovi casi per milione di abitanti all’anno, con un aumento dell’incidenza dei carcinomi della tiroide e dei melanomi, un dato coerente con quello rilevato in altri Paesi ad alto reddito. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di tumore maligno negli adolescenti, nel periodo di osservazione, ha fatto registrare un miglioramento del 2% rispetto al quinquennio precedente, passando dall’87% all’89%.
In sintesi, il trend di incidenza dei tumori pediatrici è risultato stabile e la sopravvivenza in miglioramento, senza differenze tra aree geografiche, ciò che può riflettere lo sviluppo della rete italiana dei centri dedicati.
In conclusione, il sistema di sorveglianza epidemiologica dei tumori, garantito in Italia dai Registri Tumori, rappresenta la principale fonte di dati per orientare le politiche in tema di prevenzione, diagnosi, e trattamento dei tumori, nonché per la riabilitazione dei pazienti oncologici.



