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Università di Catania, Codacons e Codacons Medici: “Tre docenti, due rinnovi e un nuovo bando. Perché?”

Stesso modulo di insegnamento, stessa procedura di assegnazione e identico numero di ore. Eppure, secondo quanto segnalato, all’Università di Catania due incarichi sarebbero stati rinnovati senza una nuova selezione, mentre per un terzo, apparentemente analogo, sarebbe stato pubblicato un nuovo bando.

Una differenza che solleva una domanda semplice. Perché?

A chiederlo sono Codacons e Codacons Medici, che intervengono sulla vicenda sollecitando chiarimenti da parte dell’Ateneo.

La questione riguarda tre incarichi relativi al modulo di Medicina di Famiglia, nell’ambito dell’insegnamento di Clinica Medica del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, articolato su più canali. Gli incarichi, conferiti attraverso la medesima procedura per l’anno accademico 2025/2026, prevedevano ciascuno 14 ore di attività didattica e, secondo quanto riferito, sarebbero stati regolarmente svolti.

Il bando originario prevedeva la possibilità di rinnovare il contratto con lo stesso docente fino a un massimo di cinque anni, previa proposta motivata della struttura competente e valutazione positiva dell’attività didattica.

Una possibilità, dunque, non un diritto automatico. Ma proprio per questo appare importante comprendere quali ragioni abbiano portato a rinnovare due incarichi e a indire una nuova selezione per il terzo.

Sono intervenute esigenze didattiche o organizzative differenti? Sono state effettuate valutazioni sull’attività svolta dai docenti? Quali elementi hanno orientato le decisioni?

Interrogativi ai quali è necessario fornire risposte chiare e documentate, anche per evitare che la mancanza di spiegazioni alimenti dubbi su procedure che devono garantire imparzialità e trasparenza.

Codacons e Codacons Medici rivolgono pertanto un appello al Rettore dell’Università di Catania, professor Enrico Foti, affinché promuova le opportune verifiche e chiarisca le ragioni delle scelte adottate, valutando, qualora ne ricorrano i presupposti, anche un eventuale riesame.

Le associazioni si rivolgono inoltre al Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, chiedendo di valutare un approfondimento della vicenda, nel rispetto dell’autonomia universitaria e delle competenze ministeriali.

L’obiettivo è conoscere i criteri applicati, comprendere le motivazioni delle decisioni e verificare il rispetto delle regole previste. Per questo Codacons e Codacons Medici chiedono che siano resi accessibili, nelle forme consentite dalla legge, gli atti e le eventuali valutazioni che hanno accompagnato i rinnovi e la pubblicazione del nuovo bando.

Non si tratta di rivendicare una conferma automatica, né di formulare accuse o anticipare giudizi sulla legittimità delle procedure. Si chiede soltanto di comprendere se, alla base di decisioni differenti, vi siano ragioni oggettive e documentabili.

L’università deve essere un luogo in cui il merito viene riconosciuto, le regole sono chiare e le decisioni possono essere comprese. La trasparenza non può restare un principio astratto, ma deve trovare concreta applicazione nelle scelte amministrative.

Codacons e Codacons Medici auspicano un tempestivo chiarimento da parte dell’Università di Catania, nella convinzione che risposte puntuali e documentate siano il modo migliore per dissipare ogni dubbio e rafforzare la fiducia nelle istituzioni accademiche.

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