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Si è insediato il Comitato etico locale Catania 1

Promuovere una ricerca clinica di qualità, verificare che ogni sperimentazione rispetti i diritti delle persone coinvolte e garantisca adeguate condizioni di sicurezza e protezione della salute. È questa la missione del nuovo Comitato Etico Locale Catania 1 (CT1), formalmente costituito con deliberazione del direttore generale e insediatosi nell’Aula Cast del presidio ospedaliero “Rodolico”, in via Santa Sofia.
L’organismo coinvolge tre realtà del sistema sanitario, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico “G. Rodolico – San Marco” di Catania, l’Azienda Ospedaliera per l’Emergenza Cannizzaro di Catania e l’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa.
All’incontro inaugurale hanno preso parte il direttore generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria, Giorgio Giulio Santonocito, e, da remoto, i direttori generali delle altre due aziende sanitarie, Salvatore Giuffrida per il Cannizzaro e Giuseppe Drago per l’ASP di Ragusa.
Nel corso della prima riunione, i componenti del Comitato hanno individuato il proprio presidente. Si tratta dell’esperto di bioetica Massimo Libra, professore ordinario di Patologia generale.
L’avvio delle attività del nuovo organismo è essenziale per certificare la qualità della ricerca clinica e per lo sviluppo di percorsi diagnostici e terapeutici innovativi. Un impegno che richiede di coniugare le opportunità offerte dall’evoluzione scientifica con la salvaguardia delle persone che partecipano agli studi e con il rispetto dei principi etici.
Il Comitato resterà in carica per il prossimo triennio e si avvarrà di un gruppo multidisciplinare, composto da professionisti con competenze complementari. La varietà delle esperienze rappresentate consentirà di analizzare i protocolli sottoposti all’organismo tenendo conto dei diversi profili scientifici, clinici e organizzativi. Tra i componenti figurano specialisti nella sperimentazione clinica, medici, biostatistici, farmacologi, farmacisti ed esperti di diritto, assicurazioni e bioetica, insieme a professionisti dell’ingegneria clinica, della nutrizione, della genetica, della ricerca e dell’innovazione.
La rappresentanza è estesa anche alle professioni sanitarie, alle associazioni dei pazienti e ai cittadini. Completano la composizione i direttori sanitari delle tre aziende, Antonio Lazzara per l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Catania, Diana Cinà per l’Azienda Cannizzaro e Sara Lanza per l’ASP di Ragusa.
“Il Comitato avrà il compito di assicurare una valutazione approfondita dei progetti di ricerca, dal punto di vista del rigore scientifico e delle implicazioni per le persone che vi prendono parte. La presenza di competenze ed esperienze differenti rappresenta un valore aggiunto. Il confronto tra professionalità diverse permetterà di esaminare ogni protocollo da più punti di vista e di giungere a valutazioni condivise e consapevoli”, ha dichiarato il direttore generale dell’AOUP, Giorgio Giulio Santonocito.
“La costituzione del Comitato Etico arricchisce il percorso verso una sanità sempre più avanzata e organizzata. L’indipendenza dell’organismo e la sua funzione di controllo sono essenziali per assicurare che le sperimentazioni cliniche si svolgano nel rispetto della dignità, della sicurezza e del benessere dei partecipanti. L’esame dei protocolli relativi ai farmaci, ai dispositivi medici e alle nuove procedure chirurgiche contribuisce a garantire che l’innovazione sia accompagnata da adeguate verifiche etiche e scientifiche, nell’interesse della collettività e della qualità dell’assistenza”, ha affermato Salvatore Giuffrida, direttore generale dell’Azienda Cannizzaro.
“La nascita del nuovo Comitato rappresenta un’opportunità per rendere ancora più efficace la cooperazione tra le aziende sanitarie, valorizzando il patrimonio di conoscenze maturato nei diversi contesti assistenziali. L’ASP di Ragusa parteciperà ai lavori con l’intento di favorire l’esame puntuale degli studi e dei protocolli, contribuendo a un percorso di valutazione rigoroso e tempestivo. Vogliamo sostenere l’evoluzione della medicina attraverso scelte ponderate, che tengano conto delle esigenze reali delle persone e delle garanzie necessarie per chi prende parte alla ricerca”, ha concluso Giuseppe Drago, direttore generale dell’ASP di Ragusa.

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