La situazione dell’Emergenza Sanitaria Territoriale 118 nella provincia di Catania rischia di diventare sempre più critica. Alla carenza di medici e alle dimissioni segnalate negli ultimi anni si aggiunge una controversia economica che coinvolge i professionisti convenzionati e l’ASP di Catania.
L’Azienda Sanitaria Provinciale ha avviato procedure per il recupero di compensi precedentemente riconosciuti ai medici del 118 per prestazioni in eccedenza oraria effettuate negli anni 2023 e 2024.
Secondo la posizione aziendale, gli importi sarebbero stati corrisposti sulla base di accordi economici non più applicabili. I medici interessati contestano la richiesta, sottolineando che le ore sono state effettivamente lavorate per garantire la copertura del servizio.
Il recupero potrebbe avvenire anche attraverso trattenute sui compensi mensili, alimentando il timore di ulteriori abbandoni di un settore già in difficoltà.
Paternò, tre medici per 720 ore di servizio al mese
La situazione più preoccupante segnalata riguarda la postazione medicalizzata del 118 di Paternò.
Attualmente sarebbero soltanto tre i medici disponibili per coprire circa 60 turni mensili da 12 ore ciascuno, per un totale di 720 ore di servizio.
Questo significa una media teorica di 240 ore mensili per ciascun professionista, senza considerare riposi, malattie, ferie e altre assenze.
Il rischio è che anche una sola ulteriore dimissione possa compromettere la continuità della copertura medica.
Se uno dei tre medici dovesse lasciare il servizio, rimarrebbero soltanto due professionisti per 60 turni mensili, equivalenti a una media teorica di 360 ore al mese ciascuno.
Una situazione che potrebbe rendere impossibile garantire stabilmente la presenza del medico sull’ambulanza di Paternò.
Criticità anche a Randazzo, Bronte, Adrano e Misterbianco
La carenza di personale non riguarderebbe esclusivamente Paternò.
Secondo le segnalazioni provenienti dagli operatori, difficoltà nella copertura dei turni sarebbero presenti anche nelle postazioni di Randazzo, Bronte, Adrano, Misterbianco e in altre realtà del territorio dell’ASP di Catania.
La stessa Azienda ha riconosciuto una grave carenza di medici dell’Emergenza Sanitaria Territoriale attraverso iniziative finalizzate al reperimento di ulteriori professionisti.
Medici del 118: responsabilità elevate, ma tutele diverse rispetto ai dipendenti
Il paradosso delle ore aggiuntive: prima necessarie, oggi oggetto di contestazione economica
In numerose postazioni, la disponibilità dei medici a effettuare turni aggiuntivi rappresenta uno strumento importante per garantire la continuità assistenziale.
Proprio queste prestazioni in eccedenza oraria sono al centro della controversia economica con l’ASP di Catania.
I medici interessati sottolineano che le ore sono state svolte regolarmente e che i compensi erano stati liquidati dall’Azienda.
L’ASP ritiene invece che una parte degli importi non fosse dovuta secondo gli accordi applicabili nel periodo considerato.
La controversia riguarda quindi la corretta determinazione dei compensi, non l’effettivo svolgimento delle prestazioni.
Resta da chiarire come il recupero economico possa incidere sulla disponibilità dei professionisti a proseguire nel servizio e ad assicurare ulteriori turni.
Il timore di nuove dimissioni
Secondo le preoccupazioni espresse tra gli operatori, la combinazione di carichi di lavoro elevati, difficoltà organizzative e controversie economiche potrebbe favorire ulteriori dimissioni.
A Paternò, in particolare, viene segnalato il rischio che almeno un altro medico possa valutare di lasciare il servizio.
Un’eventualità che, se concretizzata senza adeguate sostituzioni, aggraverebbe notevolmente le difficoltà della postazione.
La progressiva riduzione del personale medico rappresenta una criticità che non può essere affrontata esclusivamente attraverso la disponibilità dei professionisti rimasti.
La sicurezza dei cittadini deve essere la priorità
Le ambulanze medicalizzate costituiscono una risorsa essenziale per il trattamento delle emergenze tempo-dipendenti.
L’eventuale indisponibilità del medico può comportare la necessità di attivare altre risorse sanitarie, con possibili ripercussioni sull’organizzazione e sui tempi dei soccorsi.
La questione non riguarda quindi soltanto i diritti e le condizioni lavorative dei medici, ma la sicurezza sanitaria dell’intera popolazione.
Chi garantirà la presenza del medico sull’ambulanza del 118 di Paternò se dovessero verificarsi ulteriori dimissioni?
E quali misure intende adottare l’ASP di Catania per assicurare la copertura delle altre postazioni in difficoltà?
La richiesta di trasparenza all’ASP di Catania
Si chiede alla Direzione dell’ASP di Catania di rendere pubblici i dati relativi alle dimissioni dei medici EST negli anni 2024, 2025 e 2026, agli organici effettivamente disponibili e ai turni non coperti da personale medico.
Si chiede inoltre di chiarire quali interventi siano previsti per affrontare la carenza di professionisti e quali valutazioni siano state effettuate sulle possibili conseguenze organizzative delle procedure di recupero economico.
La continuità del servizio 118 non può dipendere esclusivamente dalla disponibilità di un numero sempre più ridotto di medici a sostenere carichi di lavoro straordinari.
Perché quando un’ambulanza medicalizzata rischia di rimanere senza medico, non è soltanto un problema del personale sanitario: è un problema di tutta la comunità.



