Il caldo estremo non può più essere trattato come un semplice disagio estivo. Nelle città italiane, tra asfalto, cemento, traffico, scarsità di verde e abitazioni spesso poco ventilate, le isole di calore stanno trasformando interi quartieri in aree ad alto rischio per anziani, malati cronici, persone con disabilità e cittadini che vivono soli.
Il Codacons richiama l’attenzione delle istituzioni, dei servizi sanitari territoriali e delle famiglie su un problema che deve essere affrontato prima che si trasformi in emergenza. Le temperature elevate possono aggravare patologie cardiovascolari, respiratorie, neurologiche e metaboliche, colpendo soprattutto chi vive in condizioni di fragilità, isolamento o difficoltà economica.
Per l’associazione, la prevenzione deve partire dal territorio. Comuni, Aziende Sanitarie, medici di famiglia, servizi sociali, associazioni di volontariato e cittadini devono costruire una rete concreta di protezione, capace di individuare le persone più esposte e di verificare quotidianamente le loro condizioni durante le giornate più calde.
Il Codacons diffonde quindi un decalogo pratico contro i rischi del caldo.
- Bere acqua spesso, anche quando non si avverte sete.
- Evitare di uscire nelle ore più calde, soprattutto tra le 11 e le 18.
- Tenere finestre chiuse e persiane abbassate nelle ore centrali della giornata.
- Arieggiare casa la mattina presto e la sera.
- Consumare pasti leggeri, privilegiando frutta, verdura e alimenti facilmente digeribili.
- Evitare alcolici e limitare caffè e bevande troppo zuccherate.
- Indossare abiti chiari, leggeri e traspiranti.
- Evitare sforzi fisici all’aperto nelle ore più calde.
- Chiamare subito il medico in caso di vertigini, nausea, confusione, debolezza marcata o difficoltà respiratorie.
- Non lasciare mai anziani, bambini o animali in auto, neppure per pochi minuti.
Il Codacons richiama infine l’attenzione sul rischio più silenzioso dell’emergenza caldo, quello delle persone fragili che vivono sole e che spesso non chiedono aiuto. Per l’associazione, la prevenzione deve diventare un gesto quotidiano di comunità, non una raccomandazione generica affidata all’emergenza del momento.
“Nelle città italiane le isole di calore stanno diventando un pericolo concreto per anziani, malati cronici e persone sole — spiega Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons —. Non basta raccomandare prudenza. Servono controlli, telefonate, visite e una rete reale di protezione che coinvolga istituzioni, servizi sanitari, famiglie e cittadini. Il caldo colpisce più duramente chi è solo, chi vive in case non adeguate, chi non ha nessuno che bussi alla porta o chieda semplicemente come sta. Per questo il Codacons chiede ai Comuni e alle Aziende Sanitarie di rafforzare subito i presidi territoriali e invita ogni cittadino a fare la propria parte. Una telefonata, una visita, un controllo quotidiano possono salvare una vita. La vera emergenza non è soltanto la temperatura che sale, ma la solitudine di chi affronta il caldo senza alcun aiuto”, conclude Tanasi.



