Il Teatro Comunale di Siracusa ha fatto da scenario al decimo appuntamento di “L’Ordine incontra la città”, manifestazione ideata e promossa dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Siracusa. Un’edizione particolare, costruita come un viaggio tra memoria, presente e futuro della professione medica, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose e di un pubblico numeroso.
A guidare la serata è stato il presidente dell’Ordine, Anselmo Madeddu, ideatore del format, che ha scelto per questa decima edizione un tema particolarmente attuale: “La Pace: valore portante dell’etica medica”. Un filo conduttore che ha attraversato i diversi momenti della manifestazione, collegando il valore della cura alla responsabilità sociale della professione.
Uno dei momenti più significativi è stato quello dedicato ai “Caducei d’oro”, riconoscimento riservato ai medici che hanno raggiunto il traguardo dei cinquant’anni dal conseguimento della laurea. Alla celebrazione degli anni trascorsi al servizio della professione è stato affiancato il momento dedicato ai giovani, con il simbolico passaggio del caduceo tra generazioni.
Un ponte tra esperienza e futuro che rappresenta uno degli elementi caratterizzanti della manifestazione. A chiudere il percorso dedicato ai nuovi professionisti è stato il Giuramento di Ippocrate, pronunciato dai neolaureati anche in greco e in siciliano.
Ampio spazio è stato riservato alla ricerca scientifica con il Premio “Giuseppe Testaferrata”, giunto alla nona edizione. Il concorso, dedicato alla memoria del primo presidente dell’Ordine dei Medici di Siracusa, nasce con l’obiettivo di valorizzare le migliori tesi dei giovani professionisti e premiare originalità, qualità scientifica e valore della ricerca.
A conquistare il primo posto tra i giovani medici è stata Anna Maria Mauceri Boccadifuoco, con uno studio dedicato al ruolo dei profili trascrittomici nell’atrofia corticale e nella vulnerabilità regionale nello spettro SLA-FTD.
Seconda classificata Maria Chiara Castorina, autrice di una ricerca sull’applicazione dell’intelligenza artificiale nell’interpretazione dell’elettrocardiogramma nei pazienti ricoverati per sindrome coronarica acuta.
Tra i finalisti anche Domenico Sangiorgi, Carlotta Sipione e Alessandra Alice Saramin.
Per la sezione dedicata agli odontoiatri il riconoscimento è andato a Luigi Cosentino, autore di una ricerca sul trattamento dei difetti infraossei-parodontali mediante amelogenine, con un approccio mini-invasivo.
La presenza dell’intelligenza artificiale tra i lavori premiati fotografa così anche una delle trasformazioni più importanti in corso nella medicina: tecnologie sempre più sofisticate entrano negli strumenti diagnostici, ma restano inserite all’interno di un sistema nel quale responsabilità e giudizio del professionista conservano un ruolo centrale.
Non soltanto scienza. Come nelle precedenti edizioni, la manifestazione ha dato spazio anche alla dimensione narrativa della professione attraverso il concorso “Medici Scrittori”, giunto alla sesta edizione e quest’anno dedicato al tema della pace come valore dell’etica medica.
A imporsi è stata la dottoressa Tina Casto con A parola Aruci. In finale sono arrivati anche Lorenzo Caliri e Giuseppe Bordonali.
La scrittura è stata protagonista anche tra i banchi di scuola. Il primo premio 2026 del concorso “Studenti scrittori” della curvatura biomedica è stato assegnato a Jacopo Barrera, dell’Istituto superiore “Ruiz” di Augusta, per il racconto La scelta di Amir, costruito attorno al valore della pace e al dovere etico anche oltre il campo di battaglia.
È proprio sul rapporto tra cura, diritti e conflitti che Madeddu ha concentrato il messaggio centrale della serata.
La riflessione parte dalla natura stessa della professione: assistere una persona senza discriminazioni significa, nella prospettiva proposta dall’Ordine, opporsi alle disuguaglianze e riaffermare il principio della dignità umana.
La guerra, al contrario, colpisce direttamente le popolazioni civili e mette a dura prova anche i sistemi sanitari. Da qui l’idea che la medicina possa rappresentare non soltanto uno strumento di cura individuale, ma anche un presidio civile capace di promuovere inclusione, solidarietà e convivenza.
Madeddu ha sintetizzato questo messaggio con un’affermazione che è diventata la chiave di lettura della serata: “Ogni atto medico è un atto di pace”.
Il rapporto tra passato e futuro è stato sviluppato anche attraverso la lectio magistralis del professor Paolo Scollo, rettore dell’Università Kore di Enna, dedicata al percorso della medicina siracusana tra storia, identità e prospettive future. Il collegamento tra la storia della città e la cultura medica è infatti un elemento ricorrente nella costruzione dell’evento.
A impreziosire la serata è stata inoltre la presenza dell’attrice Doriana La Fauci, nei panni della dea Igea, figura simbolica legata alla salute e all’igiene nella tradizione classica.
Nel corso della serata è stata inoltre presentata un’anticipazione di “La verità sommersa”, il film in uscita a novembre dedicato alle più recenti ricerche sull’origine dei Bronzi di Riace.
A chiudere la serata è stata Stefania Bruno con lo spettacolo di Sand Art “Granelli di pace: la cura del mondo ferito”, un omaggio al tema della pace scelto per questa decima edizione.
“L’Ordine incontra la città”, a Siracusa dieci anni di medicina e cultura
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