Si preannuncia un autunno caldo per la sanità etnea. Con l’avvicinarsi della tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio Direttivo, della Commissione Albo Odontoiatri e del Collegio dei Revisori dell’OMCeO (Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) della Provincia di Catania, che si terranno dal 22 al 25 novembre, il dibattito tra gli iscritti e nelle corsie degli ospedali entra nel vivo.
L’appuntamento elettorale rappresenta un momento cruciale per la governance professionale del territorio, chiamata a guidare la categoria professionale in un momento storico segnato da profonde trasformazioni strutturali, criticità organizzative e sfide epocali per la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale.
I nodi sul tavolo: continuità o ricambio generazionale?
Al centro del confronto elettorale emergono i temi cardine della professione medica etnea:
Pronto Soccorso sotto pressione: La gestione delle emergenze nei principali nosocomi della provincia e la cronica carenza di personale sanitario.
Medicina di territorio e PNRR: L’attuazione delle Case e degli Ospedali di Comunità, snodo cruciale per decongestionare le strutture ospedaliere.
Tutela dei camici bianchi: La crescente piaga delle aggressioni ai danni del personale sanitario nei presidi di continuità assistenziale e nei reparti di emergenza.
Turnover e giovani medici: Il ricambio generazionale, la trasparenza amministrativa e la valorizzazione delle nuove leve che affollano le scuole di specializzazione dell’Ateneo catanese.
Come spesso accade alla vigilia del voto ordinistico, le diverse anime della professione si interrogano sul bilancio del mandato uscente. Da un lato c’è chi rivendica la solidità, l’esperienza e la continuità dell’operato svolto negli ultimi anni a tutela della categoria; dall’altro, crescono le voci che chiedono un forte segnale di rinnovamento, con maggiore apertura alle nuove generazioni, trasparenza nelle procedure e una rappresentanza sempre più dinamica e partecipata.
L’esito della consultazione non voterà soltanto i vertici istituzionali dell’Ordine, ma traccerà la rotta politica e culturale per i prossimi anni. In un momento in cui la professione medica affronta dinamiche complesse anche a livello nazionale — tra previdenza, concorsi deserti e fuga verso il privato —, l’Ordine provinciale di Catania è chiamato a confermarsi un interlocutore fermo nei confronti delle istituzioni sanitarie regionali e delle ASP locali.
L’affluenza agli urne degli oltre novemila iscritti tra medici e odontoiatri della provincia sarà il vero termometro dell’interesse e della voglia di partecipazione della comunità medica catanese.
Fino ad ora ufficializzate due liste: “Professione Vera” guidata da Nuccio Condorelli e “Più Ordine” guidata da Antonio Scavone.
Immagine generata con IA.



