venerdì, Gennaio 23, 2026
Farmavalens Flusedan
HomeEvidenzaL'IntervistaMedicina Estetica: mani sicure, formazione e responsabilità medica

Medicina Estetica: mani sicure, formazione e responsabilità medica

Dottoressa Nicotra, negli ultimi mesi si parla molto di medicina estetica sui social, spesso in modo trasformativo. Qual è la sua posizione?

La mia posizione è molto netta: la medicina estetica non è trasformazione, non è inseguimento di modelli artificiali né tantomeno spettacolarizzazione del corpo. È una disciplina medica a tutti gli effetti, con una forte valenza preventiva, curativa e riabilitativa. I social, purtroppo, hanno diffuso una narrazione distorta fatta di filtri, promesse irrealistiche e messaggi commerciali non dichiarati, che nulla hanno a che vedere con la medicina. Questo è un rischio enorme per i pazienti.

Quando si parla di “mani sicure”, cosa si intende realmente in medicina estetica?

Mani sicure significa competenza, formazione strutturata, capacità diagnostica e senso
di responsabilità. Un medico estetico non si limita a eseguire un trattamento, ma valuta
la persona nel suo insieme, le indicazioni, le controindicazioni, i rischi e le alternative
terapeutiche. Un atto medico richiede conoscenze anatomiche, fisiopatologiche e cliniche approfondite.

Quanto è importante il percorso formativo del medico estetico?

È fondamentale. Non si diventa medico estetico frequentando corsi occasionali o weekend formativi. Serve un percorso serio, fatto di studio, master universitari, scuole quadriennali riconosciute dalle società scientifiche, aggiornamento continuo e training pratico supervisionato.

In questo contesto, quale ruolo può e deve avere il medico di medicina generale?

Il medico di famiglia ha un ruolo centrale. È spesso il primo interlocutore del paziente e
conosce la sua storia clinica. Può orientare correttamente il paziente, spiegando che non tutto è correzione estetica e che esistono trattamenti con finalità funzionale, preventiva e di benessere psicofisico.

Può fare un esempio di trattamento che non è solo “correzione estetica”?

Pensiamo ai trattamenti che migliorano la qualità della pelle, la funzionalità tissutale, la
cicatrizzazione o la gestione dell’invecchiamento cutaneo. In questi casi l’obiettivo non
è cambiare un volto, ma ripristinare un equilibrio e prevenire un peggioramento.

Perché è così pericoloso affidarsi a messaggi semplificati o fuorvianti dei social?

Perché banalizzano atti medici complessi, minimizzano i rischi e alimentano aspettative irrealistiche. Filtri e risultati apparentemente immediati creano una falsa sicurezza che può portare a complicanze e danni anche gravi.

Il congresso che lei sta organizzando che messaggio vuole lanciare su questi temi?

Il congresso nasce per ribadire che la medicina estetica deve tornare ad essere medicina. Parleremo di formazione, sicurezza, etica, appropriatezza terapeutica e collaborazione tra professionisti, con l’obiettivo di tutelare realmente il paziente.

Se dovesse riassumere in una frase la filosofia della medicina estetica responsabile, quale sarebbe?

La medicina estetica è una forma di cura, non di apparenza: preserva la salute, rispetta
l’identità della persona e richiede mani sicure, preparate e consapevoli.

RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisment -Comunicain

I PIÙ LETTI