Per molto tempo si è pensato che la salute della bocca fosse un capitolo a sé stante, confinato tra denti e gengive. Oggi, però, la ricerca scientifica ci dice chiaramente che la bocca è una finestra sullo stato generale dell’organismo poiché esiste una stretta correlazione tra la salute orale e la salute generale.
La bocca, infatti, rappresenta la porta d’ingresso del nostro corpo: il cibo viene introdotto in bocca ed i nostri denti rappresentano lo strumento che ci permette di masticarlo in modo che i nutrienti di cui abbiamo bisogno possano essere rilasciati efficacemente. Ecco perché è importante avere una bocca sana per mantenere un corpo sano!
Le malattie orali – in particolare la parodontite, l’infiammazione cronica dei tessuti di sostegno del dente – non solo compromettono il sorriso, ma possono avere un impatto significativo su tutto il corpo. Mordere e masticare può contribuire a sversare batteri orali nel flusso sanguigno dove possono diffondersi e causare danni a vari organi quali ad esempio reni, cuore, polmoni e cervello.
E’ ampissima la documentazione scientifica indicizzata su PubMed su questo argomento ma nonostante ciò questo fenomeno è ancora poco conosciuto ed addirittura sottovalutato da molti medici e dentisti. Nel frattempo la parodontite, la grave infezione gengivale che danneggia i tessuti molli e distrugge i tessuti che sostengono i denti, è stata correlata a diverse malattie sistemiche. Questo collegamento è in gran parte dovuto alla sua natura infiammatoria ed è accompagnata dalla grande quantità di batteri patogeni che hanno effetti di vasta portata al di là del cavo orale in quanto scatenano fortemente la risposta immunitaria.
Localmente la conseguenza è la distruzione dei tessuti : la risposta immunitaria infatti determina la distruzione dei tessuti gengivali, del legamento parodontale e dell’osso alveolare. L’impatto sistemico di queste infezioni focali sicuramente contribuisce a creare o peggiorare lo stato di salute generale del paziente.
Uno dei legami più studiati è quello tra parodontite e malattie cardiovascolari. Le persone con parodontite hanno un rischio maggiore di:
- Aterosclerosi (restringimento delle arterie),
- Infarto del miocardio,
- Ictus.
La parodontite e le malattie cardiovascolari sono interconnesse attraverso vari meccanismi che coinvolgono l’infiammazione sistemica, la disfunzione endoteliale ed i fattori di rischio comuni. L’infiammazione causata dalla parodontite può contribuire all’accumulo di placche nelle arterie (aterosclerosi), aumentando il rischio di infarti ed altri eventi cardiovascolari. Inoltre, la parodontite aumenta di due volte il rischio di infarto. Il rischio di ictus o TIA è addirittura tre volte.
Anche i problemi cardiaci già presenti nel paziente tendono a peggiorare a casa delle infezioni orali.
La parodontite può causare un aumento dei marcatori infiammatori sistemici come la PCR (proteina c reattiva) che è anche legata all’aterosclerosi. Inoltre i batteri ed i mediatori infiammatori possono entrare nel flusso sanguigno portando alla disfunzione endoteliale oltre a contribuire alla formazione delle placche arteriose. La stessa risposta immunitaria può esacerbare i processi infiammatori nelle arterie.
Infine entrambe le patologie presentano fattori di rischio comuni quali il fumo, diabete, età, fattori genetici e dieta.
La relazione tra diabete e parodontite è bidirezionale:
- Le persone con diabete sono più suscettibili alle infezioni gengivali;
- La parodontite non controllata può rendere più difficile il controllo della glicemia.
Oltre il 90% dei pazienti affetti da parodontite è a rischio di sviluppare il diabete. In questa relazione bidirezionale entrambe le condizioni possono influenzare l’insorgenza e la progressione dell’altra.
L’iperglicemia impatta sulla parodontite alterando la risposta immunitaria e rendendo difficile combattere le infezioni batteriche delle gengive, oltre al fatto di aumentare la risposta infiammatoria. Infine il diabete rallenta i processi stessi di guarigione dei tessuti gengivali.
Viceversa la parodontite con la sua infezione cronica aumenta l’insulino-resistenza, i marcatori infiammatori sistemici (citochine infiammatorie) e la gestione stessa delle complicanze del diabete.
A causa di questa relazione bidirezionale, è possibile evidenziare le seguenti raccomandazioni cliniche:
- Screening e monitoraggio: per i pazienti diabetici, è fondamentale sottoporsi a regolari visite odontoiatriche per individuare e gestire precocemente la malattia parodontale. Allo stesso modo per il paziente con parodontite il monitoraggio della glicemia può aiutare ad identificare il diabete non diagnosticato o il prediabete
- Cura integrata: odontoiatra e medico dovrebbero collaborare per gestire insieme entrambe le condizioni. Inoltre educare i pazienti sull’importanza dell’igiene orale e della gestione del diabete è fondamentale per la loro salute generale.
- Strategie preventive e terapeutiche: uso di spazzolino, filo interdentale e pulizia professionale soprattutto con l’innovativa GBT (tecnica guidata del biofilm batterico) può aiutare a prevenire. Mantenere livelli glicemici ottimali tramite dieta, esercizio fisico ed assunzione di farmaci può ridurre il rischio di malattia.
Significativa è, infine, la stretta correlazione con la gravidanza, infatti la parodontite è stata associata a:
- Parto pretermine,
- Basso peso alla nascita,
- Preeclampsia
Si ipotizza che l’infiammazione e la diffusione batterica possano influenzare negativamente l’ambiente uterino.
La gravidanza non è ovviamente una malattia ma comporta cambiamenti fisiologici significativi che possono influenzare la salute orale e se le donne in gravidanza sono affette da parodontite esse sono a maggior rischio di esiti negativi perché i mediatori infiammatori possono influenzare l’ambiente fetale.
Nel caso del parto prematuro i mediatori infiammatori prodotti in risposta all’infezione parodontale possono entrare nel flusso sanguigno e potenzialmente innescare un parto prematuro.
Per quanto riguarda il basso peso alla nascita le citochine infiammatorie e le endotossine batteriche prodotte dalla parodontite possono influenzare la funzione placentare portando potenzialmente ad un basso peso alla nascita.
Ma la stessa gravidanza può influenzare direttamente la mattia parodontale.
Si parla di gengivite gravidica quando l’aumento dei livelli ormonali può rendere le gengive più sensibili all’infiammazione. Se trascurata e non trattata può evolvere in patologia.
Gli stessi cambiamenti ormonali possono aggravare la malattia già esistente aumentando il flusso sanguigno ed interferendo con la risposta immunitaria
Infine la nausea mattutina ed i cambiamenti nella dieta possono comportare ad un accumulo della placca con alterazione dell’igiene orale e conseguenze per la salute parodontale.
I consigli clinici in questo caso includono visite odontoiatriche regolari, igiene professionale, buone pratiche di igiene orale, indicazioni nutrizionale e gestione della nausea mattutina



